Luca Mancone Luca Mancone

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Milano è città dal fare frenetico. Le scienze economiche si fondano sulla freddezza dei numeri. Il milanese Luca Mancone ha piegato questi dati di fatto ad una dimensione di ricerca intellettuale che ama chiamare ironia visiva. Il risultato è che la frenesia e i codici economici si trasformano in motore dagli ingranaggi lucidamente sincronizzati su una creatività in continua accelerazione.

Il personalissimo percorso artistico inizia nel 2016 e si caratterizza per una continua attualizzazione: modificando e trasformando la quotidianità, nonchè interpretandola con policromatismi concettuali attraverso lo scontrino fiscale, un mezzo assolutamente innovativo e perfettamente calato nella realtà relazionale della socializzazione in perenne evoluzione.

IL SIMBOLISMO – Lo scontrino fiscale: una realtà “povera” che vive pochi secondi e in modo inavvertito, ma che rappresenta un vero e proprio mondo.
Un mondo che parla di luoghi, necessità, sogni, amori, paure, desideri espressi compiutamente nell’acquisto effettuato. Questo mondo viene esaltato nella tecnica artistica che, utilizzando la carta termica, lo reinterpreta attraverso cromatismi, forme e visualizzazioni che ne mantengono l’afflato ancorchè nascosto nelle pieghe di un concettualismo che ripercorre e trova nuovi significati comunicativi nell’opera.
L’Artista estende la vita dello scontrino fiscale e dà voce ai significati che in esso si sublimano.

L’ORIGINE – Organizzazione e capacità di calcolo sono imprescindibili per Mancone che, come nell’universo economico, analizza temi di ogni giorno, trasformandoli e differenziandoli con il quid pluris dell’ironia liberata nella tecnica artistica. Ironia che diviene elemento d’ispirazione e propulsione di una vena creativa che permea tutta la sua opera.

LA TECNICA – La tecnica di Mancone si distingue per imprigionare ed ammaestrare lo scontrino fiscale, impregnandolo di colore, bruciandolo con diverse intensità, dandogli forme evocative e imbibendolo di una concettualità innovativa per la natura originaria.

Il risultato è la creazione di effetti sfumati, movimentati, che a prima vista sembrano essere frutto del caso, ma che sottendono invece una precisa organizzazione preliminare, una “casualità organizzata”.

La tela è il mezzo per dar vita all’espressione artistica ma, nelle sue opere, diviene il supporto necessario per completare la visione, centrale o periferica, delle sensazioni che hanno motivato l’Artista.

LE TRACCE – I quadri giocano su due cromatismi principali: uno completamente in bianco/nero e uno con colori vivissimi.

Nella prima traccia, la tavolozza è facilmente comprensibile, ma Mancone ha voluto togliere addirittura la tavolozza. Quasi tutte le opere in bianco e nero sono realizzate senza l’uso di vernici, ma solo con una pistola termica con cui brucia la carta termica degli scontrini.

Sono quadri con un duplice punto di vista: a metri di distanza le opere mostrano l’immagine di insieme che l’Artista ha pensato e realizzato, ma se l’osservatore si avvicina a pochi centimetri dalla tela ha modo di osservare le singole storie che gli scontrini raccontano.

La seconda traccia include quadri dai colori vivaci, applicati per immersione o a spray che danno vita a sfumature accese.

In queste opere l’idea dell’Artista è l’emulazione di materiali nobili come il marmo o i metalli: semplici scontrini vengono “elevati” di valore simulando materiali pregiati.
Di particolare intensità è la metallizzazione di alcune opere, quasi a voler significare che la durezza e immutabilità del metallo ha in sé la brillantezza, lucentezza e dinamicità della vita.

IL MESSAGGIO – Nell’opera dell’Artista si riscontra un messaggio universale: la trasformazione del quadro stesso.
Lo scontrino viene imprigionato nel quadro ma la carta termica si modifica nel tempo, dando vita ad un processo di “invecchiamento”. L’aria e il calore trasformano le tonalità, rendendole più calde.
L’opera muta nel tempo e i quadri, lentamente, accompagnano chi li vive.
Una tecnica in piena sintonia con il concetto di upcycling, la valorizzazione e riutilizzo di materiali poveri per creare un elemento di maggiore valore. Tematica di attualità con un forte impatto su temi di sostenibilità ed arte ad impatto zero.

LUCA MANCONE
Classe 1986, milanese, ha una formazione universitaria in ambito economico, laureato in Economia e Management aziendale nel 2011.
Realizza opere di dimensioni medie, con basi che vanno dai 50 cm fino a 150 cm.

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